Avrà luogo venerdì 27 novembre a Gorizia, nella bella cornice di Palazzo Attems-Petzenstein, con inizio alle ore 17.30, il concerto celebrativo del musicista e compositore istriano Cesare Augusto Seghizzi, curato dalla Sezione musicale dell’Unione degli Istriani diretta dal Maestro Elia Macrì.
Nato a Buie d’Istria il 19.1.1873, figlio di un maestro di banda e organista di origine lombarda, Angelo, e di una bravissima sarta, Luigia de Colombani, Seghizzi si trasferì con la famiglia a Gorizia ancora bambino, nel 1888. Studiò pianoforte con il padre ma non poté in seguito approfondire la preparazione scolastica, se non con qualche lezione privata.
Nei primi anni Novanta dell’Ottocento, si mise in luce come collaboratore pianistico e solista ai numerosi intrattenimenti nel Teatro di Società e presso i vivaci sodalizi cittadini, durante i quali eseguì le sue prime prove di compositore, per la maggior parte pezzi caratteristici.
Nel 1894 venne premiato al concorso di canzoni popolari presieduto da Pier Adolfo Tirindelli con “Più in là!” e “No puès plui sta cussì”; nello stesso anno venne assunto come organista e maestro di canto nella chiesa di S. Ignazio, nel 1897 in quella dei Ss. Vito e Modesto.
Questo nuovo ruolo gli offrì l’occasione di leggere molta musica sacra e di avvicinarsi alla Società di S. Cecilia, attiva a Gorizia dal 1883 per il ripristino dell’antico canto secondo i dettami ratisbonensi.
Dall’assimilazione di quei principi, innestati sul modello di Lorenzo Perosi, compose nel 1900 l’oratorio “La crocifissione di Cristo”, in cui riuscì a fondere elementi di provenienza eterogenea; assorbì il gusto della scrittura sobria, ma non rinunciò alla libera cantabilità melodica e all’insieme strumentale, come nella “Missa aquileiensis” del 1913.
Nel nuovo secolo la sua attività diventò frenetica: compose inni occasionali per la vita sociale di Gorizia, nel 1902 venne nominato organista della metropolitana, insegnava canto nei circoli ricreativi, alle scuole femminili, alla Civica scuola di musica.
Sposatosi con Palmira Pizzioli, ebbe due figli, Natale e Cecilia, nota compositrice e didatta scomparsa ultracentenaria qualche anno fa.
Cominciò a scrivere su testi in lingua friulana e bozzetti teatrali, si legò di proficua amicizia a Rodolfo Lipizer, Ervino Pocar e Biagio Marin, che avrebbe ritrovato come collega all’Istituto magistrale e del quale avrebbe musicato alcune liriche.
Durante la Grande Guerra venne prima richiamato alle armi e poi internato dalle autorità austriache nel campo profughi stiriano di Wagna, dove si ricongiunse alla famiglia. Organizzò e diresse un’attività musicale interna; si esibì a Graz e Vienna con coro e orchestra, per i quali scrisse il Canto di Wagna, il bozzetto Cuore di bimbe e l’operetta Lupina.
Tornato a Gorizia, diventata nel frattempo italiana, Seghizzi riprese le attività del passato, ma dal 1920 diresse anche la neonata corale del Club alpino italiano, che si esibì al I congresso della Società filologica friulana, appena fondata.
Dal 1925 si dedicò, come altri suoi contemporanei, alla rivitalizzazione delle villotte, sia su versi nuovi di Tite di Sandri, pseudonimo di Giuseppe Collodi, sia di quelle tradizionali raccolte da Stefano Persoglia.
Sul finire di questo decennio il Maestro Seghizzi partecipò con successo a vari concorsi, a Roma e Modena, per citarne alcuni, ma queste attività iniziavano a stancarlo troppo, facendolo decidere di seguire l’esempio di un suo amico musicista. Partì così per le Americhe come pianista su di una nave da crociera assieme al figlio Natale.
Trascorse diversi periodi di riposo nella natia Istria ed in particolare a Lussinpiccolo, luogo che amava particolarmente.
Si spense a Gorizia il 5 gennaio 1933.
Il catalogo tematico delle sue opere conta 285 numeri, comprendenti trascrizioni e adattamenti di lavori altrui (178-240) e musica a stampa (259-285).
L’associazione corale da lui fondata e diretta, ha successivamente assunto il suo nome, ed organizza annualmente dal 1961 un importante concorso internazionale di musica corale, affiancato da un convegno e da numerose manifestazioni.
Per partecipare al concerto è necessario riservare il posto inviando una mail a segreteria@unioneistriani.it. Da Trieste è stato organizzato un trasferimento in pullman, mentre a fine concerto ci sarà un momento conviviale.
Vi aspettiamo numerosi!



