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LA CONFERENZA SULLA PROVINCIA DI POLA A RIETI

15 Luglio

Davvero una buona partecipazione è stata quella del pubblico di Rieti intervenuto, lo scorso 15 luglio presso il Polo Culturale Santa Lucia della città laziale, alla conferenza del professor Stefano Pilotto dal titolo “L’Istria italiana dopo la prima guerra mondiale e la

costituzione della provincia di Pola (1920-1924)”.

Il risultato si deve all’ottima collaborazione con l’amministrazione comunale, in testa l’Assessore alla Cultura, alla Scuola e all’Università Lucreazia Orlandi ed il Sindaco Daniele Sinibaldi, che ci ha ospitati.

I lavori, aperti dal primo cittadino, sono proseguiti con l’intervento del nostro Coordinatore regionale per il Lazio, Simona Pellis, che dopo aver tracciato il profilo della nostra associazione, ha spiegato la scelta di portare eventi di taglio storico, purtroppo ancora necessari a colmare l’immenso vuoto creatosi in decenni di silenzio imposto per convenienze politiche sulla complessa vicenda del Confine orientale. Un silenzio al quale si sono aggiunte, – per paradosso proprio dopo la promulgazione della Legge 92 nel 2004, istitutiva del GdR – un preoccupante incremento di tesi negazioniste e giustificazioniste sul nostro calvario.

È stato quindi trasmesso il collegamento con il nostro illustre Socio, il Senatore Roberto Menia, che da Palazzo Madama ha fatto un caloroso augurio a tutti i presenti, ribadendo anch’egli la necessità di diffondere correttamente la storia, unica arma indispensabile per combattere le tante convinzioni diffuse e acriticamente accettate sebbene prive del minimo sostegno documentale.

Ha avuto quindi inizio la relazione centrale del professor Stefano Pilotto, che ha tracciato un quadro storico molto ampio dalle vicende che portarono alla Prima Guerra Mondiale, e poi alle scelte confinarie del Trattato di Rapallo del 1920, che rigettate dalla  diplomazia del Regno dei Serbi, Sloveni e Croati infiammarono gli animi delle popolazioni di ceppo slavo, mentre la popolazione italiana dal canto suo reclamava a gran voce ciò che culturalmente e moralmente le spettava.

Ne conseguirono turbolenze sociali e scontri interetnici, veri prodromi del successivo clima di violenze in quell’area geografica, spesso arbitrariamente attribuite al fascismo, sebbene avvenute in anni in cui lo stesso non era ancora salito al potere.

È stato infine dato spazio alle domande dal pubblico, entusiasta della relazione del Professor Pilotto, e ad alcune testimonianze, tra le quali, in particolare, è stata molto toccante quella della Signora Sveva De Felice, figlia di Fabio De Felice, triestino di origini istriane, che perse una gamba nei moti di Trieste del ’53 per l’italianità della città.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa iniziativa, ed in particolare a Simona Pellis, senza il cui lavoro ed impegno l’evento non si sarebbe potuto organizzare.

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Dettagli

Data:
15 Luglio
Categoria Evento:

Luogo

Rieti
Italia