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SUMMARY:A BELGRADO LA RIEVOCAZIONE DELL'EROICA IMPRESA DELLA MARINA DI GUERRA ITALIANA DI SALVATAGGIO DELL'ESERCITO SERBO
DESCRIPTION:Avrà luogo lunedì 6 novembre\, alle ore 18.00\, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado\, l’evento rievocativo dell’eroico salvataggio dell’esercito serbo durante la Grande Guerra grazie all’azione della Marina di guerra italiana. \nL’iniziativa\, organizzata dall’Unione degli Istriani e dalla Comunità italiana della Serbia\, nell’ambito del Partenariato sottoscritto nel 2022 con la regia dell’Università Popolare di Trieste\, vuole riportare alla memoria un capitolo di storia poco conosciuto. \nA ricordare questo episodio\, alla presenza anche delle massime autorità diplomatiche italiane e della stampa della capitale serba\, ci sarà la giornalista RAI e scrittrice Mila Mihajlovič\, nata a Zrenjanin\, che ha dedicato molti anni di ricerche per fare un quadro puntuale di ciò che avvenne\, scrivendo il bel volume “Per l’esercito serbo”. \nPer l’Unione degli Istriani interverranno il Presidente Massimiliano Lacota ed il Senatore Roberto Menia. \nDi seguito un breve riassunto della vicenda che verrà rievocata. \n*** \nIl salvataggio dell’Esercito Serbo (dicembre 1915 – febbraio 1916) \nNel 1915\, l’uragano del primo conflitto mondiale infuriava ormai su tutta l’Europa ed alla fine di quell’anno si era scatenato in tutta la sua imponenza sulla Serbia. \nFin dai primi giorni dell’ottobre del 1915\, in seguito alla seconda avanzata austro-ungarica\, l’esercito serbo si trovò in gran difficoltà e il Governo italiano decise di rifornire i serbi di viveri e munizioni attraverso l’Albania. Queste operazioni di supporto\, di cui la Marina si fece carico\, imposero la costante scorta con le siluranti dei convogli per proteggerli da attacchi di sommergibili nemici. \nSenza più rispettare i turni\, esploratori e incrociatori\, siluranti grandi e piccole furono in mare\, o per la scorta ai piroscafi di rifornimento\, o per il trasporto dei diversi scaglioni del corpo di spedizione italiano in Albania\, o infine per i normali servizi di vigilanza e di pattugliamento. Il naviglio leggero\, sottoposto ad un elevato logoramento\, potrà poi vantarsi di aver efficacemente protetto\, prima il rifornimento dei serbi\, poi l’esodo dell’Esercito\, dei profughi\, dei prigionieri in disordinata ritirata verso l’Adriatico. Si trattò di un elevatissimo numero di uomini\, circa 200.000\, di un gran numero di cavalli (oltre 10.000) e di un non meno grande numero di mezzi. \nLe unità austro-ungariche cercarono di ostacolare in numerose occasioni la complessa operazione\, con attività continua di mezzi aerei\, con il minamento delle rotte di accesso ai porti\, con azioni di contrasto di squadriglie di cacciatorpediniere con l’appoggio di esploratori e incrociatori ed infine con 19 attacchi condotti a termine da sommergibili. Tutti questi tentativi\, resi ancor più pericolosi dal fatto che il teatro delle operazioni era ristretto e che le rotte verso i porti d’approdo erano obbligate\, furono mandati a vuoto dalle unità di scorta. Non si registrò che l’affondamento di 3 piccoli piroscafi\, due dei quali per urto contro mine\, ed il terzo per siluramento avvenuto quando le operazioni di scarico erano già terminate. \nA Brindisi quest’operazione è ricordata con una targa commemorativa\, quasi silenziosa\, come silenziosa e generosa fu l’opera compiuta in ogni ora e in ogni circostanza dalle unità navali: \n“Dal dicembre 1915 al febbraio 1916 – le navi d’Italia – con cinquecento ottantaquattro crociere protessero l’esodo dell’Esercito serbo e\, con duecento due viaggi trassero in salvo centoquindicimila dei centosettantacinque mila profughi che dall’opposta sponda tendevano la mano”. \n
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SUMMARY:BELL'EVENTO PRESSO L'ISTITUTO DI CULTURA ITALIANO DI BELGRADO ORGANIZZATO DALL'UNIONE DEGLI ISTRIANI CON L'UNIVERSITÀ POPOLARE DI TRIESTE E LA COMUNITÀ ITALIANA 
DESCRIPTION:Ha avuto luogo lo scorso lunedì 6 novembre a Belgrado\, nella bella sede dell’Istituto Italiano di Cultura\, il preannunciato evento commemorativo del salvataggio dell’esercito serbo ad opera della Regia Marina italiana svoltosi tra il dicembre 1915 e il febbraio 1916. \nIn questi tre mesi scarsi\, furono imbarcati a Durazzo\, Valona e Corfù e trasportati sulla costa italiana\, a Brindisi\, Lipari\, Marsiglia e Biserta\, ben 11.165 civili\, 135.941 soldati appiedati\, tutta la cavalleria composta da 13.068 uomini e 10.153 cavalli\, 22.928 prigionieri austriaci\, i membri della Famiglia reale serba e di quella montenegrina. \nPer quella che si considera ancora oggi la più grande operazione umanitaria di tutti i tempi\, complessivamente\, furono impiegati i seguenti mezzi navali italiani: 6 transatlantici\, 5 navi ospedale\, 2 navi ambulanza e 15 piroscafi\, per un totale di ben 303 viaggi effettuati. \nMinima (meno di un terzo i mezzi impiegati rispetto a quelli italiani) fu la partecipazione all’operazione della marina francese ed irrisoria quella inglese. \nVoluta dall’Unione degli Istriani\, come principale evento culturale annuale nell’ambito del partenariato sottoscritto con la Comunità degli Italiani in Serbia\, l’iniziativa ha visto una folta partecipazione di pubblico – oltre un centinaio le persone – con numerose autorità diplomatiche\, politiche e militari della capitale balcanica. \nDopo gli inni nazionali\, per il nostro ente sono intervenuti il Presidente Massimiliano Lacota\, che ha rivelato di voler organizzare l’evento a Trieste\, nel mese di gennaio 2024\, ed il Senatore Roberto Menia\, che ha ricordato anche i Caduti per Trieste italiana nei moti del 1953. Sono intervenuti poi il nostro Ambasciatore\, il Direttore dell’Istituto di Cultura italiano a Belgrado\, il Vicepresidente dell’Università Popolare di Trieste\, i presidenti delle Comunità degli Italiani in Serbia e Montenegro. \nLa splendida regia della serata è stata affidata alla scrittrice\, ricercatrice e giornalista Rai\, Mila Mihajlovič\, residente da quando era ragazzina a Roma\, cui si deve tutto il lavoro di approfondimento storico\, condensato in un bel volume dall’eloquente titolo “Per l’esercito serbo: una storia dimenticata”. \nNel suo molto toccante intervento\, Mila ha più volte ringraziato “dal profondo del cuore” a nome di tutto il popolo serbo l’Italia\, che dimostrando una vera\, sincera amicizia\, aldilà delle operazioni militari\, ha salvato non solo le vite dell’intero esercito della Serbia che altrimenti\, spinto con una manovra a tenaglia verso le coste adriatiche\, sarebbe stato completamente annientato dal nemico\, ma anche l’onore di un intero Paese. \nI ragazzi di alcuni licei di Belgrado\, hanno letto in un italiano davvero perfetto delle emozionanti testimonianze tratte dal lavoro di Mila\, passi stupendi che hanno lasciato con le lacrime agli occhi tutti i presenti. \na \n \na \n \na \n \na \n \na \n \n
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