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Cerimonie e sdegno esuli nel sondaggio UDI
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UNIONE DEGLI ISTRIANI
LIBERA PROVINCIA DELL'ISTRIA IN ESILIO
COMUNICATO STAMPA
Spunta un sondaggio che ribalta le opinioni dei triestini
Cerimonie al Balkan ed in Piazza Libertà , un regalo ai negazionisti ed uno schiaffo agli Esuli, che hanno dimostrato lo sdegno disertando l’appuntamento
Lacota: “Sono dispiaciuto per il presidente Napolitano lasciato solo al nostro monumento, sono purtroppo prevalse le sirene dei soliti incantatori, ma è bene che ora si conoscano”
Si è svolta questa mattina nella sede di Palazzo Tonello dell’Unione degli Istriani la conferenza stampa indetta dal presidente Massimiliano Lacota per fare il punto della situazione rispetto alle cerimonie congiunte dei tre presidenti della Repubblica svoltesi lo scorso 13 luglio all’ex Hotel Balkan ed al monumento all’Esodo a Trieste e gli effetti che queste hanno realmente prodotto.
“E’ necessario chiarire subito” ha esordito Lacota “come non si sia trattato di un atto di pacificazione storico, ed è davvero patetico che si continui forzatamente e strumentalmente ad indicarlo come tale. Di storico c’è stato solo il concerto, un evento straordinario che davvero Trieste ha meritato”.
Nella esposizione dei fatti, il presidente Lacota ha rimarcato come l’assenza totale di gente alla cerimonia che avrebbe dovuto interessare tutta la città, cioè quella al monumento all’Esodo, sia stata completamente disertata, probabilmente recando imbarazzo al presidente Napolitano.
“Mi spiace davvero che il Presidente Napolitano abbia dovuto omaggiare gli esuli senza la loro presenza forte e convinta che si sarebbe invece registrata in un luogo diverso, cioè a Basovizza” ha spiegato infatti il presidente dell’Unione degli Istriani.
L’assenza infatti quasi totale di pubblico alla cerimonia di piazza della Libertà – contrariamente al bagno di folla esultante e di bandierine tricolori che generalmente accoglie nelle città d’Italia il Presidente della Repubblica – è stato un chiaro segnale del rigetto di una simile cerimonia priva di reale significato da parte dei triestini e degli esuli istriani e del fatto che le obiezioni mosse dall’Unione degli Istriani e dalla Lega Nazionale, non fossero pretestuosi attacchi politici, come invece i “soliti noti” della politica locale e del presidente della federazione delle associazioni degli esuli Renzo Codarin ed il presidente dell’Anvgd Lucio Toth, avevano fatto credere, facendo prevalere tali tesi anche al Quirinale.
Nel rimarcare l’assenza degli autori della proposta di mediazione malignamente avanzata al Quirinale, alle cerimonie preliminari al concerto e sottolineando come, di fatto, i due esponenti abbiano abbandonato volutamente il Presidente Napolitano in balia delle trame da loro stessi tessute, il presidente Lacota ha rilevato come “la totale assenza degli esuli istriani, che hanno spontaneamente condiviso i nostri sentimenti, dimostra quanto tale cerimonia si sia rivelata una comparsata, dimostrando nel contempo che gli appelli di Toth e Codarin si sono rivelati del tutto ininfluenti”.
Il deserto di Piazza Libertà docet.
“Addirittura il Sindaco Dipiazza” ha sottolineato Lacota “nella sua intervista pubblicata su Il Piccolo lo scorso giovedì ha ammesso l’errore, quando giustamente aveva affermato che il monumento di piazza Libertà non rappresenta le tragedie di queste terre”.
L’Unione degli Istriani, rammaricata che la causa della magra accoglienza riservata da Trieste al Presidente Napolitano sia riconducibile proprio a proposte nate da esponenti nominati nel panorama associativo della diaspora giuliano-dalmata, ha fatto sapere che prossimamente saranno noti i risultati di un sondaggio commissionato ad una società primaria di indagini statistiche, che sconfessano invece e ribaltano i risultati di quello fuorviante presentato ieri dall’ANVGD e dal CDM, proprio per tentare di giustificare il vuoto presso il monumento di piazza Libertà (lo dimostrano le domande fatte agli intervistati).
Il sondaggio dell’Unione degli Istriani, ha raccolto le risposte di mille persone intervistate a Trieste, alle seguenti domande:
- Lei ha partecipato alla cerimonia di deposizione delle corone?
- Lei ritiene che l’organizzazione delle due cerimonie con la scelta dei posti sia stata equilibrata?
- Perché, secondo lei, da cittadino di Trieste, gli esuli non hanno partecipato alla cerimonie?
- Lei crede che questo atto, che molti commentatori ritengono storico, influirà decisivamente nelle relazioni fra questi tre stati e fra le rispettive popolazioni?
“Le risposte che sono state date a queste domande precise e nette” ha concluso Lacota “spiegano da sole che quanto scritto e detto in questi giorni da più parti è un qualche cosa che è fuori dalla realtà”.
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Balkan: appello a Napolitano
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LIBERA PROVINCIA DELL'ISTRIA IN ESILIO
COMUNICATO STAMPA
Lettera di Lacota, Sardos Albertini, Staffieri e Delbello a Napolitano
Appello congiunto al capo dello Stato: no a cerimonie unilaterali e parziali
L’Unione degli Istriani, la Lega Nazionale e la Federazione Grigioverde delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma hanno ribadito oggi con una comune lettera-appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la loro motivata contrarietà a qualunque ipotesi di svolgere una cerimonia congiunta dei tre presidenti all’ex Hotel Balkan e, di seguito, al monumento all’Esodo di Piazza della Libertà.
Nel telex inviato questo pomeriggio al Quirinale, il presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota, il presidente della Lega Nazionale avv. Paolo Sardos Albertini, il vice presidente della Federazione Grigioverde com. Giulio Staffieri ed il direttore dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste e membro della Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il conferimento delle onorificenze ai congiunti degli Infoibati, dott. Piero Delbello, hanno unanimemente chiesto a Napolitano di non accogliere la proposta unilaterale del presidente sloveno Danilo Türk che, nel pretendere la visita congiunta all’ex Balkan nel novantesimo anniversario dell’incendio, ha volutamente evitato ogni riferimento all’eventualità di una sosta al Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza, vero simbolo della tragedia di Triestini, Goriziani, Istriani, Fiumani e Dalmati durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
“La targa di piazza Libertà che ricorda gli effetti della violenta azione snazionalizzatrice della Jugoslavia di Tito nella Venezia Giulia, l’Esodo dei 350.000” ha commentato Massimiliano Lacota facendo riferimento all’eventualità di una sosta congiunta dei tre presidenti al Monumento di Piazza Libertà “non facendo alcun riferimento alle cause che lo generarono, ovvero le foibe, il terrore e le persecuzioni titine, è un luogo inadeguato per un gesto sincero e realmente efficace”.
Considerando il ritorno di una simile commemorazione non solo del tutto privo di valenza storica e civile ma, anzi, come un gesto contrario a quella pacificazione tra i popoli che deve passare attraverso il mutuo riconoscimento delle tragedie sia subite che imposte, l’Unione degli Istriani, la Lega Nazionale e la Federazione Grigioverde hanno invitato il presidente Giorgio Napolitano a non aderire all’incontro trilaterale se non in una futura occasione concordata con adeguata tempistica, coinvolgendo tutte le parti interessate, ed accompagnata da un sincero spirito di pacificazione e non da pretese ed imposizioni unilaterali.
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Il Balkan non è come Foibe ed Esodo
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COMUNICATO STAMPA
L’Unione degli Istriani interviene sul concerto del 13 luglio: le pretese slovene sono contrarie ad ogni spirito di sincera riconciliazione
Lacota: L’incendio del Balkan non può essere paragonato a Foibe ed Esodo
Annunciata la partecipazione alle cerimonie in memoria di Casciana, Ninni e Roblek
L’Unione degli Istriani interviene nuovamente in merito alla crisi diplomatica legata al concerto “Le Vie dell’Amicizia”, programmato il 13 luglio prossimo a Trieste con la direzione del Maestro Riccardo Muti, alla possibile presenza dei presidenti della Repubblica di Slovenia, Croazia ed Italia.
Il presidente, Massimiliano Lacota, ha rimarcato oggi la sostanziale differenza tra i fatti del 1920 e la portata di tragedie quali le foibe o l’Esodo degli italiani: “L’incendio del Balkan è un episodio preciso e circostanziato del Novecento che non può assolutamente essere parificato ad un fenomeno storico di vasta portata come il progetto di pulizia etnica perpetrato dalla Jugoslavia di Tito a danno degli italiani della Venezia Giulia per mezzo degli infoibamenti e dell’Esodo”, ha avuto modo di dichiarare Lacota riferendosi all’episodio di novant’anni fa, nel corso del quale venne peraltro ucciso il tenente dei Carabinieri Luigi Casciana, dilaniato da una granata lanciata dal Balkan mentre tentava di sedare i tumulti di piazza.
L’Unione degli Istriani considera le prese di posizione del Presidente sloveno Danilo Türk quali imposizioni anacronistiche ed inconciliabili con un sincero percorso di riconciliazione tra i popoli.
“Ritengo che le improvvise richieste unilaterali del presidente Türk” – il quale aveva posto una commemorazione congiunta all’ex Balkan come precondizione per la sua presenza a Trieste – “non possano in alcun modo conciliarsi con lo spirito di collaborazione e cooperazione richiesto dall’evento”, ha precisato Lacota che, nei giorni scorsi, aveva scritto formalmente al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano spronandolo a non cedere ai ricatti sloveni e, restando immutate le posizioni intransigenti da parte della vicina repubblica, a non prestarsi a raggiri o umiliazioni presenziando al concerto di Trieste.
L’Unione degli Istriani, nel frattempo, ha annunciato la propria presenza ufficiale alle iniziative organizzate a Trieste dai Dalmati Italiani nel Mondo, nel corso delle quali verranno ricordate le sole ed uniche vere vittime di quel controverso episodio, ovvero Luigi Casciana e Giovanni Ninni, assassinati nel corso degli scontri del 1920 a Trieste, nonché di Hugen Roblek, ospite dell’Hotel Balkan che perì dopo essersi lanciato da una finestra dell’albergo per sfuggire all’incendio.
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Museo CRP Padriciano: gli orari estivi
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LIBERA PROVINCIA DELL’ISTRIA IN ESILIO
COMUNICATO STAMPA
Nuovi orari estivi del Museo del Campo profughi di Padriciano: apertura estiva garantita ogni fine settimana
L’Unione degli Istriani comunica che nei mesi di luglio ed agosto il Museo di Carattere Nazionale C.R.P. di Padriciano osserverà il seguente orario di apertura: il giovedì ed il venerdì, dalle ore 15.30 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 09.00 alle ore 12.00.
Il Museo di Carattere Nazionale C.R.P. di Padriciano (Centro Raccolta Profughi di Padriciano) è l'unico allestimento espositivo in Italia, ed è situato in un'area esclusiva che conserva inalterata la sua struttura originaria dopo la dismissione nella metà degli anni '70.
Realizzato inizialmente quale mostra permanente nel 2004 dall'Unione degli Istriani, il Museo di Carattere Nazionale C.R.P. di Padriciano è oggi una delle strutture più visitate nella provincia di Trieste, tappa fondamentale nell'ambito dei "viaggi della Memoria", che fanno del capoluogo giuliano un sito unico in Italia.
Si tratta di una meta obbligata per chi volesse conoscere o approfondire il dramma dell'Esodo giuliano-dalmata oppure farsi un'idea precisa e circostanziata della difficile accoglienza che venne riservata agli esuli in fuga dalle persecuzioni della Jugoslavia comunista del dopoguerra.
Nei primi mesi del 2010 la struttura è stata visitata da oltre 35.000 persone, di cui il 45% sono rappresentati da studenti delle scuole secondarie provenienti da tutta Italia, in visita nella Regione Friuli Venezia Giulia.
Per prenotare visite guidate riservate a gruppi organizzati, è possibile contattare l’amministrazione del Museo telefonando al n. 040.636098 oppure scrivendo una mail a crp@padriciano.org.
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Lega Nazionale sull'incontro dei 3 presidenti
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In data odierna anche la Lega Nazionale ha preso posizione sulla questione del concerto di Rccardo Muti del 13 luglio 2010, sul ventilato incontro tra i tre presidenti di Italia, Slovenia e Croazia e sulla eventuale visita all'ex Balkan, per mezzo di un comunicato stampa che presentiamo integralmente.
LEGA NAZIONALE TRIESTE
COMUNICATO STAMPA
L’avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale, ha rilevato come estremamente positiva l’eventuale presenza dei Capi di Stato di Italia , di Croazia e di Slovenia in Piazza dell’Unità d’Italia in occasione del concerto di Riccardo Muti.
Il Presidente della Lega, al contempo, ha stigmatizzato la richiesta assolutamente provocatoria di quanti vorrebbero abbinare a tale evento la visita all’ex sede del Balkan.
Non si può infatti dimenticare che l’incendio di quella sede venne preceduta da altri incendi nella nostra città e cioè: nel 1898 incendi delle scuole della Lega Nazionale a Santa Croce e Duino Aurisina; il 23 maggio 1915 l’incendio della sede della Lega Nazionale di via Mazzini (contemporaneamente alle sedi della Società Ginnastica Triestina e del Piccolo); nel 1928 l’incendio della scuola scuola materna e del doposcuola della Lega Nazionale ad Opicina.
La vicenda del Balkan, se vuole essere ricordata, va inserita necessariamente nel suo contesto storico e vanno quindi ricordate anche tutte queste aggressioni subite dalla Lega Nazionale proprio in quanto espressione dell’identità italiana di Trieste.
L’avv. Sardos, infine, ha rilevato che, proprio in termini di riconciliazione, l’unica visita che sarebbe da abbinare al concerto in Piazza dell’Unità d’Italia è quella al Sacrario della Foiba di Basovizza a testimonianza che i Capi di Stato delle nuove Repubbliche di Croazia e di Slovenia non si ritengono continuatori dei crimini e degli eccidi compiuti dai comunisti jugoslavi del Maresciallo Tito.
Trieste, 28 giugno 2010
IL PRESIDENTE
avv. Paolo Sardos Albertini
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Unione Istriani: nessuna cerimonia al Balkan
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LIBERA PROVINCIA DELL’ISTRIA IN ESILIO
COMUNICATO STAMPA
L’Unione degli Istriani interviene duramente nella polemica innescata dalla richiesta del presidente sloveno Türk
Lacota: “Nessuna cerimonia al Balkan, si tratta di pretese ed intimazioni del tutto inaccettabili che ben delineano lo spirito nazionalista, non quello di riconciliazione, che regna oltreconfine ed a tutti i livelli”
Il presidente dell’Unione degli Istriani chiede a Napolitano di respingere ogni richiesta unilaterale da Lubiana e di pretendere le scuse da quegli esponenti della minoranza slovena che lo hanno accusato di premiare ogni anno figli e nipoti di criminali di guerra e che sono perseguibili per il reato di vilipendio al Capo dello Stato.
L’Unione degli Istriani interviene duramente nella polemica innescata dalla brusca richiesta – ma non certamente completamente imprevista – del presidente sloveno Danilo Türk, di organizzare una cerimonia all’ex Hotel Balkan in cui far partecipare anche Napolitano e Josipović , a margine del concerto di Riccardo Muti.
Una richiesta che ha sorpreso ed imbarazzato le diplomazie italiana e croata, ma non il presidente Massimiliano Lacota.
«Non mi sorprende affatto la richiesta del presidente sloveno, a pochi giorni dal concerto. Si tratta di costumanze politiche che resistono da oltre sessant’anni e che sono dettate da una pressoché inesistente propensione alla vera riconciliazione che regna oltreconfine, da me più volte sottolineata e provata con la prima visita alla Foiba Golobivnica» sbotta Lacota.
«Si tratta di una posizione del tutto inaccettabile, sotto qualsiasi profilo e che va condannata senza appello da Napolitano e Josipović» – spiega Lacota, che si spinge ben oltre.
«Ho scritto stamattina al Presidente Napolitano affinché non venga a Trieste per riscuotere dileggi ed insolenze, rimarcando come senza che vi sia stata una smentita ufficiale da parte dei vertici politici e dei rappresentanti culturali delle organizzazioni della minoranza slovena, ma anche dai partiti di centro-sinistra rispetto alle vergognose accuse – che sono perseguibili d’ufficio per il reato di vilipendio al Capo dello Stato – rivoltegli da parte dell’avvocato Peter Močnik che recentemente aveva affermato a mezzo stampa che “male informato, il presidente Napolitano premia ogni anno nella Giornata del Ricordo figli e nipoti di criminali di guerra”» conclude Lacota.
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Federazione senza la maggiore associazione
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Federazione degli Esuli: l’Unione degli Istriani ed il Comune di Pola in Esilio hanno deliberato l’uscita dal sodalizio.
Lacota: “E’ un organismo che non riuniva i propri organi da un anno e mezzo: ora
serve una rifondazione unitaria, con associazioni unite anche al loro interno”
Alla fine, quello che da alcuni anni aleggiava nel cielo nebuloso del mondo degli esuli è
accaduto. La Federazione delle Associazioni degli Esuli, nata all’inizio degli anni ’90 ha concluso
la sua esistenza lo scorso sabato 19 maggio, quando l'Assemblea Generale del Libero Comune di Pola in Esilio ha confermato la delibera del Consiglio Comunale del 18 marzo che stabiliva l'uscita dalla Federazione degli Esuli dell'associazione, a causa della paralisi amministrativa che la attanagliava dopo il rinnovo degli Organi sociali dello scorso marzo 2006.
L'Unione degli Istriani, per prima, aveva deciso all'unanimità nell'Assemblea del 23 febbraio
scorso di staccarsi dalla Federazione stessa.
“Non si poteva prorogare ulteriormente, e con ciò accettandola di fatto, una situazione del
genere: negli ultimi quindici mesi gli organi esecutivi e federali non sono mai stati convocati, e tutte le decisioni prese sono state assunte dal presidente Codarin che, senza consultare alcuno, ha così ritenuto di poter gestire l’Organizzazione in chiave assolutamente personalistica, provvedendo anche indebitamente ad utilizzare a suo piacimento le risorse finanziarie erogate dallo Stato e dalla Regione Friuli Venezia Giulia per l’attività della Federazione” spiega il presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota.
“Non era possibile continuare in questo modo, dando man forte ad una gestione che mai
prima d’ora aveva superato determinati limiti e nella quale parte dei vertici dell’ANVGD - colpita
da una grave crisi interna che ha portato all’allontanamento di validi esponenti come l’avv. Sardos Albertini e Fulvio Aquilante, voleva primeggiare sugli altri, pretendendo di condurre una propria politica egemone. Ora serve una seria riflessione da parte di tutti, e poi rifondare un nuovo ed unitario organismo, basato sulla collegialità e soprattutto sulla legalità delle decisioni statutarie, in modo da ridare credibilità al mondo degli esuli” precisa ancora Lacota.
Ma, come preannunciano Unione degli Istriani e Libero Comune di Pola in Esilio, i tempi
per una riflessione non saranno eterni.
Entro poche settimane, se non si ricompone il tutto, le due Associazioni ed altre componenti
degli esuli sul territorio nazionale daranno impulso al nuovo ed unitario organismo, il Co.Es.I del quale il Governo italiano, in virtù del peso e della rappresentanza di ciascuno, dovrà tenere conto.
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